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Le battaglie sul Monte Solarolo nella Grande Guerra [ di Maury Fert ]

Battaglie del 4 novembre 1917 - 31 ottobre 1918

Il Monte Solarolo, mt.1676, fa parte del gruppo montuoso del Grappa, staccandosene come una costola con direzione nordest. In questo contrafforte si trovano anche le cime di Corno dell'Orso mt.1677, il Monte Fontanasecca mt.1608, il Monte Peurna, il Monte Sassumà, il Tomatico.
Il 4 novembre 1917, in seguito al forzamento della linea di difesa sul Tagliamento, il Comando Supremo Italiano ordinava alla 3a e alla 4a Armata il ripiegamento sulla linea Piave - Grappa.
Il primo nucleo, con le truppe del 18° Corpo della 4a Armata, raggiunse il Grappa il giorno 9 novembre; il 14 novembre si completava lo schieramento difensivo e sul Solarolo andava la 15a Divisione.
Il 14 novembre 1917 gli Austro-Tedeschi iniziavano la Prima Battaglia del Grappa (Battaglia d'arresto). La loro spinta era tale da far cadere i Monti Roncone e Tomatico, investendo il giorno dopo la nuova linea di difesa italiana Col della Beretta - Col d'Orso - Solarolo - Spinoncia - Montefenera.
Dopo 13 giorni di combattimenti la Battaglia si spegneva rimanendo sostanzialmente invariato lo schieramento dei due eserciti. Questa era la prima battaglia combattuta dopo la Disfatta di Caporetto e l'aver mantenuto le posizioni sotto la spinta austriaca e germanica rappresentava per il nostro esercito una grande vittoria.
A rinforzo del XVIII° Corpo d'Armata sul Grappa e le cime fiancheggianti furono inviati anche il XXVII°il VI°e il IX°. Sulla linea Solarolo - Valdeora - Ponte di Salton si schierava il XVIII°Corpo d'Armata.
L'11 dicembre iniziava la Seconda Battaglia del Grappa. Nonostante la resistenza vennero occupati il Col Caprile, il Col della Beretta, l'Asolone e il giorno dopo veniva assaltato il Solarolo. Incessanti si susseguirono fino al 21 dicembre attacchi e contrattacchi all'arma bianca poi anche la Seconda Battaglia si spense senza che il temuto sfondamento avversario verso la pianura fosse avvenuto. La cima del Solarolo fatta segno da un continuo furioso bombardamento, divenne terra di nessuno.
Durante l'inverno 1917-1918 i due eserciti operarono per migliorare le rispettive difese: gli Italiani completarono la Galleria del Grappa dedicata a Vittorio Emanuele III, opera importantissima a difesa di tutto il fronte montano dal Brenta al Piave. Lunga mt 5152, con 23 batterie di cannoni, 70 mitragliatrici e 6 proiettori. Nelle sue viscere erano collocati depositi di viveri, munizioni, acqua, ed ospedali di primo intervento.
La lotta riprese durissima il 15 giugno 1918 (Battaglia del Solstizio): sulle pendici del Monte Solarolo erano ancora in trincea le truppe del 18°Corpo d'Armata. Una fitta nebbia avvolgeva il massiccio del Grappa. Alle ore 3 di quel giorno inizava il bombardamento a carattere distruttivo dell'artiglieria austriaca e alle 8 le truppe sferravano l'assalto, progredendo dalla bassa Val Calcino verso la nostra prima linea sul Solarolo.
Il diradarsi improvviso della nebbia permetteva ai cannoni della Galleria del Grappa di entrare in battaglia. Concentrazioni di truppe avversarie venivano battute e distrutte, infiltrazioni di pattuglie nemiche erano contenute e ricacciate dai difensori del Solarolo: l'alta Val Calcino rimaneva saldamente in possesso italiano e la cima del Solarolo tornava terra di nessuno.
Il 24 giugno le truppe italiane passavano al contrattacco per tentare la riconquista di Col del Miglio e del Roccolo, vitali per la nostra difesa, ma inutilmente. L'azione era ritentata il 2 e poi il 4 luglio: il 37°Fanteria riusciva ad occupare la cima del Solarolo senza potersi affermare a causa di un energico contrattacco avversario. Il 6 e 7 luglio nuovo attacco italiano al Roccolo e al Solarolo da parte dei fanti della Brigata "Massa Carrara", stroncato dalle mitragliatrici austriache. Il Solarolo era di nuovo terra di nessuno.
Cessata la battaglia per esaurimento di mezzi, munizioni ed uomini, il Gen. Giardino concedeva sul campo ai difensori del Grappa, 368 Medaglie d'Argento al Valor Militare e 272 di Bronzo. Il fronte dal Brenta al Piave si stabilizzava senza grosse variazioni sino al 24 ottobre 1918 quando iniziava l'ultima grande battaglia.
Contro il Solarolo si scagliava il 74°Fanteria, coadiuvato dai Battaglioni Alpini "Antelao", "Cismon", "Aosta", "Levanna": per 7 volte le truppe attaccanti arrivarono a contatto col nemico, ma vennero sempre respinte. Eguale sorte ebbero gli assalti delle giornate del 25 e 26 ottobre.
Nei giorni 27 e 28 ottobre furono gli Austriaci a contrattaccare tentando inutilmente di sfondare, sostenuti da violente concentrazioni di fuoco d'artiglieria e mitragliatrici: per loro fu l'ultimo tentativo.
Nei giorni 29 e 30 ottobre gli assalti italiani ebbero finalmente ragione degli avversari che ripiegarono, ormai vinti, verso Vittorio Veneto. Sul campo rimanevano tra morti feriti e dispersi 24.000 soldati italiani.

Nell'immagine reparto di Schutzen sul Monte Solarolo.
Documento inserito il: 05/02/2015

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