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Il Fronte Veneto della Grande Guerra. Cento anni, cento immagini

A Venezia, dal 5 marzo al 30 aprile 2015, presso Palazzo Ferro Fini, sede del Consiglio Regionale del Veneto, in occasione del centesimo anniversario dell'entrata in guerra dell'Italia nella Grande Guerra, si terrà la mostra fotografica "Il Fronte Veneto della Grande Guerra. Cento anni, cento immagini.

In occasione delle manifestazioni per il centenario della Prima Guerra Mondiale, il Consiglio Regionale del Veneto propone ai cittadini, agli studenti, alle rappresentanze politiche e di categoria, alle pubbliche amministrazioni e a tute le forze economiche, sociali e culturali, una mostra fotografica che racconta, con intensità ed emozione, la vita dei soldati italiani sul fronte della montagna veneta.

Si tratta di cento immagini provenienti dai Musei di Vicenza e di Sedico organizzate secondo un percorso iconografico che si dipana tra l’Altopiano di Asiago e il Pasubio, tra le Dolomiti e il Piave, tra il Montello e il Grappa. Gli scatti in bianco e nero conducono i visitatori all’interno della vita quotidiana dei militari, rappresentando quei giorni dolorosi e tenaci senza mitizzarli, semplicemente offrendoli allo sguardo di tutti.

La mostra – visitabile dal lunedì al venerdì presso la sede regionale di Palazzo Ferro Fini ed introdotta da un video esplicativo proiettato presso una sala multimediale – è accompagnata da un catalogo contenente interventi di storici ed esperti che favoriscono una completa comprensione dei fatti, dei luoghi e degli scenari storici di quello che è stato definito “fronte veneto della Grande Guerra”, forse l’unico in cui si sono fronteggiati per circa tre anni eserciti che comprendevano militari provenienti da 27 diverse nazionalità.


Dal catalogo:

"La Grande Guerra, di cui ricordiamo quest'anno il centenario, ha vissuto nel Nord-Est uno dei suoi fronti più sanguinosi e decisivi. Da Asiago a Vittorio Veneto, dal Piave a Dobbiaco oltre un milione di soldati di entrambi gli schieramenti hanno perso qui la vita. Italiani e austriaci, tedeschi e inglesi, francesi e ungheresi hanno lasciato il sangue e le speranze. Divisi dalla storia, ma uniti nel dolore. Questa mostra e questo catalogo non vogliono dunque celebrare o festeggiare una vittoria, bensì ricordare un periodo doloroso della nostra storia umana, mostrando che dietro i cannoni e dentro le trincee c'erano uomini. E per loro e con loro vogliamo ricordare che il dono della pace e della concordia è l'unico lascito che ogni epoca ed ogni popolo può condividere. Ieri come oggi".
Clodovaldo Ruffato
Presidente del Consiglio Regionale del Veneto

"Una mostra fotografica rappresenta una doppia messa in scena: milioni di scatti ,allora, in diretta; appena un centinaio, oggi, ricuperati e proposti al pubblico in differita. Selezione di selezioni, racconto di racconti. La realtà frammentata e scomposta allora in un numero illimitato di flash viene ora ricomposta in una architettura visiva, che intende sfuggire alla dispersione e al senso della casualità (…) Le immagini raccolte, di questo ci parlano: di una guerra totale che fuoriesce dal mondo ‘separato’ delle trincee e trascina nel gorgo tutti (….). Si può amare e volere la pace, oggi, senza oscurare come andarono le cose allora. E’ la scelta che guida la visione, nelle immagini e nelle parole, della mostra e del catalogo".
Mario Isnenghi
Storico, Presidente dell'Istituto veneziano per la storia della Resistenza e della società contemporanea

"Certo anche la fotografia, come ogni altro tipo di ricostruzione storica, tende a offrire una visione complessiva del momento a cui si riferisce e assume appieno il suo significato di documento storico soprattutto attraverso la mediazione del racconto. Ma l'energia, l'intensità, l'efficacia, assieme all'emotività e alla suggestione delle fotografie che abbiamo scelto di esporre, superano di gran lunga qualsiasi potenzialità di altre fonti documentarie e ci concedono alcuni episodi della guerra imponendoci una visione che non ha bisogno di altre verifiche razionali".
Mauro Passarin
Paolo Pozzato
Curatori della mostra
Documento inserito il: 10/03/2015

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